CARICAMENTO...
22 Dic

Bitcoin e Criptovalute

Da misteriosa moneta elettronica per gli operatori del cyberspazio, ad una vera miniera d’oro per le speculazioni finanziarie: spiegheramo in questa semplice guida cosa sono i Bitcoin e come funzionano.

I Bitcoin sono la prima criptovaluta realizzata e ad oggi la più diffusa al mondo. In 12 mesi è stata rivalutata del 1.900%, ed il suo valore è concordato tra le parti sulla base della legge della domanda e offerta. E’ a tutti gli effetti denaro, ovvero soldi che possono essere semplicemente usati per fare acquisti di beni e servizi, però non è una moneta: infatti, non esistono – allo stato attuale – oggetti di metallo, plastica o carta su cui vi siano impressi o stampati simboli come il per i dollari o  per gli euro, con numeri (1, 5, 10, 50…).

bitcoin per online trading e criptovalute

Avrete ormai sentito menzionare Bitcoin più volte in TV, sui giornali e navigando sul web. Se desiderate capire in modo semplice e chiaro di cosa si trattano, noi vi spiegheremo con i dovuti approfondimenti cosa sono i Bitcoin e perché valgono ora più dell’oro.

Cosa sono i Bitcoin?

I Bitcoin (abbreviati BTC, o XBT – simbolo ₿)  nascono come prima valuta virtuale nel 2009. L’inventore dei Bitcoin ha tuttora identità sconosciuta ma viene indicato al mondo con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto; egli creò e sviluppò i Bitcoin da un’idea presentata su Internet da lui stesso verso la fine del 2008.

cosa sono i bitcoin?

Come menzionato poco sopra, si tratta in pratica di una moneta virtuale, non reale ed intangibile, con la quale è però possibile comprare oggetti reali. Non esistendo in maniera reale e concreta, non ci sono organismi, banche, enti centrali o meccanismi finanziari sofisticati che li possano controllare. Questo sistema li rende perciò caratterizzati da un valore notevolmente variabile, anche se per inciso la valuta virtuale segue gli standard di crescita e ribasso del tutto simile alle monete reali.

Tuttavia, negli ultimi tempi, i Bitcoin hanno registrato molti risultati in positivi, con svariati economisti che hanno iniziato a considerare i Bitcoin la valuta del futuro.

La popolarità dei Bitcoin

Abbiamo visto che i Bitcoin (BTC) sono la prima valuta digitale al mondo, ovvero una criptovaluta, la quale viene perciò svincolata dalle banche centrali ed è liberamente negoziata intorno al globo. Recentemente, la valuta dei Bitcoin è diventata sempre più popolare ed affermata tra i trader valutari, soprattutto grazie alla volatilità del mercato, dato che il trading valutario beneficia in primo luogo della volatilità delle valute per conseguire rendimento e profitti. Per tale motivo, questa valuta è ad oggi uno strumento del mercato finanziario con livello di domanda piuttosto alto, anche se non è in alcun modo associata a nessun governo o banca centrale.

bitcoin: popolarità dei bitcoin

Grazie anche alla crescente sensibilizzazione tramite i media e soprattutto i social media, la valuta Bitcoin ha potuto incrementare la sua volatilità in brevissimo tempo. Le notizie di attualità condivise in tempo reale, possono causare un aumento della volatilità dei Bitcoin ed a loro volta i trader possono definire le proprie strategie in base agli eventi. Le ultime notizie di attualità sembrano causare un aumento della volatilità di Bitcoin e i trader definiscono le proprie strategie in base agli eventi.

Come funzionano i Bitcoin

Vediamo ora un pò più nello specifico come funzionano i Bitcoin. Per convenzione, occorre notare che se il termine di “Bitcoin” (o protocollo Bitcoin) viene indicato con l’iniziale maiuscola si riferisce alla rete ed alla tecnologia, mentre quando viene indicato con la B iniziale in minuscolo, “bitcoin”, si fa riferimento alla valuta in sé.

come funzionano i bitcoin

Per prima cosa, dobbiamo sapere che la creazione e lo scambio dei bitcoin si basa sulla tecnologia peer-to-peer (P2P), ovvero la stessa utilizzata per lo scambio più o meno legale che si fa in rete di files di tipo musicali, film e software (come Emule). Utilizzando un complesso sistema di crittografia per poter gestire gli aspetti funzionali del Bitcoin, è possibile effettuare operazioni quali la generazione di nuova valuta o il trasferimento di valuta tra i conti pubblici, detti wallet (dall’inglese: portafoglio) dei diversi utenti.

Chiunque potrebbe coniarla, tuttavia esiste un tetto massimo di bitcoin coniabili, che ammonta a 21 milioni. Secondo alcune ricerche e calcoli, questa cifra potrebbe esser raggiunta nel 2140.

E’ importante notare che l’utilizzo dei bitcoin come moneta può garantire l’anonimato: anche se ogni bitcoin ha di base un intestatario (al fine di poter essere utilizzata una volta sola), è il possessore che ha facoltà di decidere se rivelarsi durante la transazione o meno. Inoltre, ogni moneta potrà avere un address (dall’inglese: indirizzo) diverso, genericamente composto da 34 caratteri alfanumerici.

Ciascuna transazione di bitcoin è pubblica e viene registrata in un database distribuito, il quale verrà replicato nei computer di tutti gli utenti in possesso di un wallet.

due sistemi a confronto

Due sistemi a confronto. A sinistra: una rete orgazizzata secondo il modello client/server, come Internet, per esempio, dove uno o più computer centrali erogano informazioni (pagine) ai computer che si collegano. A destra: una rete peer-to-peer (P2P), dove grazie ad appositi software (per esempio Torrent) singoli computer si collegano direttamente a uno o più singoli computer. | WIKIMEDIA

 

La rete di Bitcoin consente perciò il possesso ed consecutivo trasferimento in anonimato delle monete; i dati richiesti per poter utilizzare le proprie monete bitcoin sono semplicemente salvati su uno o più personal computer o altri dispositivi elettronici quali smartphone, all’interno di portafogli digitali, o wallet, o in alternativa mantenuti su terze parti che svolgono quindi funzioni molto simili ad una banca online.

I bitcoin possono perciò essere trasferiti tramite Internet a chiunque sia in possesso di uno specifico “indirizzo bitcoin”. Grazie alla struttura peer-to-peer della rete dei bitcoin ed alla mancanza di un unico ente centrale, è impossibile per qualsiasi autorità, governativa o meno, bloccare trasferimenti o sequestrare bitcoin, senza possedere le relative chiavi o effettuarne la svalutazione tramite immissione di nuova moneta.

criptovalute e bitcoin

I Bitcoin sono inoltre una delle prime implementazioni del concetto definito come criptovaluta, descritto nel 1998 per la prima volta da Wei Dai su una mailing list.

Cosa sono le criptovalute?

Il prefisso cripto- sta ad indicare nel mondo del cyberspazio “nascosto”, come infatti avviene in crittografia. Nei wallet degli utenti, esiste una coppia di chiavi crittografiche: la prima è una chiave pubblica, cioé l’indirizzo che fa da punto di invio e ricezione dei pagamenti; la seconda è una chiave privata, necessaria per poter aggiungere la firma digitale ed autorizzare ogni transazione.

Per capire meglio, basti pensare alla chiave pubblica come l’IBAN di un conto bancario di un utente, e alla chiave privata come la firma dell’intestatario del conto in banca.

I bitcoin contenuti all’interno di un wallet potranno essere trasferiti e spesi solo da chi è in possesso della relativa chiave privata; se la chiave privata venisse smarrita, i bitcoin associati non possono più essere spesi e tutto il relativo importo risulterà non disponibile. Così come avviene per il denaro contante, una volta che la transazione è avvenuta, non è più possibile annullarla.

La criptovaluta (anche detta crittovaluta o criptomoneta) è una valuta paritaria, decentralizzata in formato digitale la cui implementazione è basata sulla crittografia al fine di convalidare ogni transazione ed alla generazione di nuova moneta. Come ogni valuta digitale, essa consente di effettuare dei pagamenti online in maniera sicura e veloce.

Le cosiddette implementazioni usano uno schema di proof-of-work come salvaguardia alla contraffazione digitale. Utilizzando le tecnologie di tipo peer-to-peer sulle reti web, beneficiano di tutti i nodi virtuali sui computer degli utenti disseminati in tutto il globo. Sui computer vengono perciò eseguiti appositi software che svolgono le funzioni di “portamonete”. La caratteristica principale è che non esiste nessuna autorità centrale che possa controllarle, lasciando ogni transazione ed operazione di rilascio gestite “collettivamente in rete”, senza alcun tipo di controllo di gestione centralizzato, rendendo queste valute uniche nel loro genere.

Ad oggi, sono state definite oltre trenta diverse specifiche e protocolli per lo più simili o derivate dal Bitcoin. Tutte le criptomonete, sono valide alternative rispetto alle valute con valore legale.

Per la maggior parte, le criptomonete sono state progettate per introdurre gradualmente nuove unità di valuta, ponendo un tetto massimo di quantità di moneta che sarà in circolazione.

Ciò viene fatto sia per imitare la scarsità (e il valore) dei metalli preziosi, sia per evitare l’iperinflazione. Comparate con le valute ordinarie gestite dagli istituti finanziari o tenute come contante, le criptomonete sono meno suscettibili a confische da parte delle forze dell’ordine. Le criptomonete esistenti sono tutte pseudonimi che consentirebbero l’anonimato.

  • Bitcoin (BTC o XBT), nata a gennaio 2009, basata sul protocollo proof-of-work, è la prima criptomoneta per valore, la prima ad essere conosciuta in massa, e ad essere riconosciuta come forma di pagamento da diversi siti Internet, nonché commercianti.
  • Ethereum (ETH), piattaforma rilasciata nel 2015, prevede l’esecuzione di smart contracts tramite la rete peer-to-peer. La potenza computazionale messa a disposizione sulla rete viene convertita nell’unità di conto denominata Ether.
  • Ripple (XRP), dove l’XRP è la criptovaluta creata come token antispam sulla rete di Ripple, che è la società proprietaria di tutti i nodi di distribuzione. Il network si pone come competitore del protocollo SWIFT, e il fine ultimo è quello di agire sugli scambi monetari bancari. Garantisce un’alta velocità sulle transazioni (1500/s, al 06 ottobre 2017).
  • Bitcoin Cash (BCH), frutto del fork sulla rete Bitcoin eseguito il 01 agosto 2017, che prevedeva l’aumento della dimensione dei blocchi da 1 a 8 MB.
  • Litecoin (LTC), che rispetto al Bitcoin elabora un blocco ogni 2.5 minuti (contro i 10 minuti del Bitcoin) e produce scrypt nell’esecuzione del proof-of-work.
  • Monero (XMR), criptovaluta che punta alla privacy degli utenti, non avendo una blockchain pubblica.
  • Waves (WAVES), criptovaluta fulcro di un progetto che prevede un exchange monetario (sia di moneta FIAT che criptovalute) decentralizzato, ovvero basato sulla rete p2p. Dà ai suoi utenti la possibilità di creare token monetari senza alcuna nozione di programmazione e nel futuro è prevista l’introduzione degli smart contracts. Attualmente, tramite il protocollo Waves-NG, è la blockchain decentralizzata più veloce, potendo gestire 1000 transazioni al secondo contro le 7 al secondo del Bitcoin.
  • IOTA (IOTA), un token crittografico di nuova generazione, creato per essere lightweight e venire utilizzato nei pagamenti automatici che gli smart device effettueranno nell’Internet of Things. IOTA è programmato in ternario e ha un Tangle al posto di una Blockchain, il che lo rende infinitamente scalabile e rimuove la necessità di avere costi di transazione.
  • Ada, una criptomoneta di nuova generazione basata su haswell creata da Cardano Foundation, un’organizzazione con sede a Zugo, in Svizzera.
  • DeepOnion (ONION), criptovaluta basata sul protocollo TOR (protocollo padre del deepweb), garantisce l’anonimato della singola transazione, tale protocollo è il massimo in quanto ad anonimato.

Lasciaci Un Commento